La stagione turistica si allunga: a settembre più presenze che a luglio
Gli albergatori parlano di una coda fino a metà ottobre. Il problema è trovare personale.
Nei comuni costieri le presenze di settembre superano nettamente quelle dello stesso mese dell’anno scorso. Gli albergatori lo spiegano così: il turismo familiare cala con la riapertura delle scuole, ma le prenotazioni per due persone lo coprono e avanzano.
Il nodo non è il numero di camere. Gran parte degli stagionali a settembre torna a casa e le strutture caricano turni in più su chi resta.
Messa da parte la questione tecnica, resta una sola domanda: chi paga il conto.
Cosa dicono i numeri
Nella risposta scritta arrivata in redazione si legge che «la procedura è in corso». Sui tempi, nessuna indicazione.
Le prime informazioni arrivate dagli uffici competenti non coincidono. Nella stessa giornata sono circolate due cifre diverse, entrambe da canali ufficiali.
Il problema delle imprese
Fra quello che si racconta in quartiere e quello che risulta dalle carte c’è quasi sempre una distanza. Stavolta la distanza è un po’ più larga del solito.
Sulla carta una stagione più lunga è una buona notizia. Sul campo significa che la stessa squadra lavora otto mesi invece di sei, e il conto di questa scelta arriva ad aprile dell’anno dopo.
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