Il pittore a cui è arrivato il turno all’estero: tre mostre di fila
Quindici anni nello stesso studio, quest’anno espone in tre Paesi.
L’artista ha lavorato quindici anni nello stesso studio, in gran parte senza farsi vedere. Quest’anno inaugura tre mostre in città diverse e il calendario è pieno fino alla fine dell’anno prossimo.
Dice che non è cambiato niente: stessi formati, stessa tecnica, stesso ritmo. È cambiata soltanto l’attenzione.
Il comunicato dell’istituzione è breve e scritto con cautela. Fra le righe si legge lo sforzo di non alimentare la discussione.
Che lavoro porta in mostra
Chi è in sala e chi guarda da uno schermo non vedono la stessa opera. Questa differenza spiega da sola gran parte della discussione.
Il punto su cui i critici si dividono non è l’opera, ma la tradizione in cui va collocata.
La prossima tappa
Per chi conosce i lavori precedenti dell’autore la svolta non è una sorpresa. Sorprende semmai il ritardo con cui è arrivata l’attenzione.
L’ultima delle mostre apre in primavera. L’artista ha già fatto sapere che dopo la serie si prenderà un anno di pausa.
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