Il festival cambia le regole: quest’anno la giuria non guarderà i film a porte chiuse
La direzione difende la scelta contestata parlando di trasparenza.
Secondo il nuovo regolamento la giuria vedrà i film in sala, insieme al pubblico. La direzione la presenta come una scelta di trasparenza; chi contesta sostiene che la reazione della sala finirà per pesare sui voti.
Dietro la decisione c’è la polemica dell’anno scorso, quando un premio assegnato dopo una proiezione riservata era andato a un film fischiato in sala.
Il comunicato dell’istituzione è breve e scritto con cautela. Fra le righe si legge lo sforzo di non alimentare la discussione.
Cosa cambia
Chi è in sala e chi guarda da uno schermo non vedono la stessa opera. Questa differenza spiega da sola gran parte della discussione.
Il punto su cui i critici si dividono non è l’opera, ma la tradizione in cui va collocata.
Le obiezioni
Per chi conosce i lavori precedenti dell’autore la svolta non è una sorpresa. Sorprende semmai il ritardo con cui è arrivata l’attenzione.
Quest’anno la misura vale come prova. La direzione valuterà i risultati a fine stagione e deciderà se renderla definitiva.
Da leggere
PremiumEsaurito in 48 ore: il disco che nessuno aspettava
Pubblicato senza annunci, nella prima settimana ha bruciato anche i biglietti dei concerti.

Riapre dopo trent’anni: la sala sul retro del museo torna visitabile
Il restauro è durato nove anni: gli affreschi del soffitto si vedono per intero per la prima volta.

Il romanzo che divide la stagione: la critica si spacca, i lettori no
Quinta ristampa in due mesi; sulle pagine culturali la discussione continua.