Il modello italiano supera la prova sull’italiano, ma si perde nei testi lunghi
Bene nelle risposte brevi; sui documenti di molte pagine il margine di errore cresce.
Nelle domande brevi il modello regge le attese. Il rilievo del gruppo che ha condotto il test riguarda i testi lunghi: oltre le dieci pagine la sintesi parte bene e verso il fondo confonde i dettagli.
La ricchezza morfologica dell’italiano qui pesa. I parametri tarati sull’inglese danno risultati diversi sulla stessa frase tradotta.
Sulla sicurezza la regola non è cambiata: l’anello debole non è mai il software, è l’utente che ha fretta.
Come è stato fatto il test
A decidere la diffusione non sarà la tecnologia, ma per quanti anni i dispositivi vecchi resteranno supportati.
Dal lato dell’utente quasi sempre cambia soltanto l’interfaccia. Il cambiamento vero avviene dietro, dove nessuno guarda.
Quello che ancora manca
I produttori su questi temi di solito non parlano. Anche il silenzio, ormai, è un’informazione.
Il gruppo scrive che prima di usarlo nella pubblica amministrazione per sintetizzare atti il test sui testi lunghi va ripetuto. Il risultato non è male, ma non è ancora al livello di sostituire il controllo umano.
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